ll movimento che in questi giorni ha paralizzato la Sicilia intera rappresenta l’espressione del malessere che invano in questi anni è stato semplicemente registrato. Più volte associazioni impegnate nel sociale, di categoria e sindacati hanno denunciato la drammaticità di una condizione che avrebbe potuto condurre ad una vera guerra tra poveri.
Oggi non possiamo esimerci da un’analisi che tenga conto delle varie anime che costituiscono il movimento.

Le dimissioni dell’ultimo governo e l’insediamento del nuovo governo tecnico hanno mutato la scena politica italiana, sfaldato rapporti tra forze prima alleate, creato nuove maggioranze. C’è chi ha perso il nemico comune, chi ne ha trovato uno nuovo. Il disorientamento è palpabile e così il velo dell’antipolitica riesce ad ammaliare un po’ tutti, al di là di quello che poi tale velo nasconde.
È di questi giorni la notizia dello sciopero proclamato per 4 giorni dal Movimento dei Forconi: un’associazione di agricoltori, pastori e allevatori, stanchi di subire i soprusi delle istituzioni, decide di bloccare la Sicilia.

Trascorse le feste, i cenoni, i pranzi, è tempo di tirare le somme, di smaltire gli ultimi avanzi. Quelli con cui ha a che fare la cittadinanza paternese da almeno dieci anni, però, sono gli scarti della peggiore politica: scongelati e ricongelati migliaia e migliaia di volte, ormai marci, eppure in grado di combinarsi tra loro dando luogo a varianti sempre più fantasiose in vista della prossima scadenza elettorale. Un pappone spaventoso i cui ingredienti aggiuntivi possono essere facilmente procurati manovrando capitoli di spesa a piacimento come se si ravanasse tra gli scaffali di un discount.
Basta solo:

In occasione di un incontro con il candidato sindaco del centro-sinistra Mauro Mangano, la componente giovanile del Circolo Antonio Gramsci ha preparato delle proposte per il miglioramento della città di Paternò.
Ecco la lista delle proposte che sono state avanzate al candidato sindaco da parte dei Giovani Comunisti paternesi: